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Il rifugio delle anatre

Il laghetto di Frassino è un'oasi naturalistica e storica

Il laghetto del Frassino è il fratello minore del lago di Garda. Riposa placido immerso nella vegetazione, tra canneti, boschi planiziali e vigneti di uva trebbiana.

Questo piccolo, ma importante specchio d’acqua di origine glaciale si trova tra le provincie di Verona e Brescia, sulle colline moreniche. La sua nascita è da ricercarsi come effetto della ritirata dei ghiacciai, quando le sedimentazioni da essi trasportate iniziarono a disegnare l’anfiteatro morenico ai piedi del grande lago di Garda. È facile presumere che le falde acquifere che lo alimentano siano del tutto indipendenti dal Benaco, anche se la tradizione popolare vorrebbe che vi fosse nel suo fondale un lungo condotto che collega i due bacini.

 

laghetto di frassino

Oasi lago di Frassino, foto: tourism.verona

Oasi felice

Il laghetto del Frassino è sopratutto un’oasi e un posto speciale per tanti uccelli che lo frequentano durante l’inverno. Tra questi vi sono le anatre tuffatrici, che passano i mesi più freddi in queste zone, dopo aver volato per chilometri e chilometri provenendo perlopiù dall’Europa centro-orientale. Il moriglione (Aythya ferina) è uno svernante regolare e numeroso, può arrivare fino a tremila unità, con picco a gennaio; della moretta (Aythya fuligula), invece, si possono contare un paio di migliaia di esemplari. Vedere quattromila, cinquemila anatre in uno specchio d’acqua limitato rappresenta un grande spettacolo per il laghetto del Frassino. D’estate queste specie non spariscono del tutto, anche se restano solo una trentina di individui, per lo più moriglioni. Le anatre trascorrono le ore diurne nelle acque del laghetto per poi passare la notte nel vicino lago di Garda, dove possono nutrirsi grazie alla presenza della cozza zebra e di molluschi di cui sono ghiotte.
Altri uccelli trovano rifugio in questo luogo, che dal 1996 è stato dichiarato Oasi Naturale di Protezione: dal germano reale al mestolone, dall’alzavola al fischione, dal fistione turco e alla canapiglia, fino al cigno reale, la gallinella d’acqua, lo svasso maggiore, il tuffetto, il porciglione e il martin pescatore.
Tutta questa varietà e ricchezza di volatili – se ne contano circa quaranta specie – attira numerosi amanti del birdwatching e della fotografia.
Il terreno umido favorisce anche la presenza dalla rana di Lataste (Rana latastei), di rettili e di diversi mammiferi. Per tutto questo il lago è stato inserito nell’elenco dei Siti di Importanza Comunitaria e delle Zone di Protezione Speciale.

Oasi preistorica

Il laghetto racconta anche una lunga storia. Al suo interno, infatti, è situato il Sito palafitticolo del Frassino, inserito nel 2012 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO, nell’unità transnazionale denominata Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino. Ad una profondità di circa quattro metri, nell’area sud-occidentale del bacino, si trova, infatti, una palafitta sommersa.
Si sono conservati una buona parte dei legni, fissati verticalmente nello strato di fondo, caratterizzato da una matrice limosa molto volatile. Durante le diverse campagne di ricerca sono stati recuperati anche alcuni elementi ceramici di notevole interesse, come numerose tazze, un’ansa a nastro verticale e altri tipi collocabili cronologicamente nella fase di passaggio tra l’antica e la media età del Bronzo.

 

I ritrovamenti sul fondale

 


Fonti:

Ministero dei Beni Culturali

www.veneto.eu

www.ebnitalia.it


Laureata in Scienze della Comunicazione e giornalista pubblicista dal 2008. Ha lavorato come collaboratrice e redattrice in quotidiani e settimanali. Ora collabora con un giornale online e con un free press. È appassionata di cinema e sport.