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La diga che non doveva nascere

La diga di Ravedis aperta per le giornate FAI d’autunno

In occasione delle giornate FAI d’autunno, previste per i prossimi 13 e 14 ottobre, verranno straordinariamente aperti al pubblico molti siti. Il tema di quest’anno è l’acqua, e per noi non è stato affatto facile scegliere di cosa parlarvi. La scelta è ricaduta sulla diga di Ravedis, in provincia di Pordenone, dalla storia estremamente travagliata.

Il temibile torrente e il progetto abortito

Situato nella parte terminale della Pianura Padana pordenonese, il comune di Montereale Valcellina è stato sempre minacciato dalle piene del torrente Cellina. Si trova infatti in una delle zone più piovose della Penisola italica; è infatti noto che l’idea di contenerlo con una diga risalga agli anni Cinquanta.
La tragedia che coinvolse nel 1963 la diga del Vajont, distante non più di 40 km, congelò però il progetto. Quando venne ripreso – correva l’anno 1986 – ci pensarono gli scandali di Tangentopoli a fermare nuovamente i lavori.
Insomma, la diga di Ravedis fu ultimata solo nel 2014, dopo ben 28 anni di lavori: non si tratta quindi di un sito FAI pregevole dal punto di vista storico, ma costituisce senza dubbio una testimonianza importante del profondo rapporto dell’uomo con le forze naturali, soprattutto quelle idriche.

L’opera

A delimitare il neonato Lago di Ravedis c’è quindi questa enorme struttura di calcestruzzo, che nella sua parte più alta raggiunge 93 metri di altezza e 169 di larghezza, capace di contenere fino a 25 milioni di m3 d’acqua. Oltre a servire per l’irrigazione dei campi e per la produzione di energia elettrica, costituisce un’imprescindibile protezione per una zona abitata da più di centomila persone.

 

Foto via progettodighe.it

In occasione del collaudo, durante il quale il livello del lago è stato fatto alzare di quasi 10 metri per poi mostrare lo spettacolo della tracimazione artificiale, non solo sono stati ringraziati tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione, ma anche ricordati alcuni momenti difficili, come la tragedia che coinvolse uno degli operai, rimasto ucciso durante la costruzione.

 

Curiosità

La diga è nota anche per essere apparsa nel film Come Dio Comanda, diretto da Gabriele Salvatores e tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti.
Nel maggio di quest’anno è stata anche lo scenario del salvataggio di un camoscio, rimasto bloccato su una cengia a strapiombo sul lago. La vicenda, a lieto fine, ha visto l’animale liberato nel bosco dopo un recupero via acqua – con un gommone rafting e un palo telescopico – e uno via aria – da parte della squadra alpina, che l’ha soccorso dall’alto.