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I guardiani del Trearie

Alla scoperta del lago siciliano [con playlist]

Sembra quasi impossibile pensare alla Sicilia senza il suo mare. Eppure, nella parte più interna della provincia di Catania, tra l’Etna e i rilievi che abbracciano il Parco dei Nebrodi, si estendono foreste di pini e agrifogli, fiumi e laghi, che di concerto formano un ambiente da far invidia alle regioni più a nord.

 

 

È così che, a quota 1435 metri sul livello del mare, si apre un bacino di dimensioni variabili – 11 ettari in inverno e 7 in estate – circondato da magnifiche foreste, seppure artificiali.
A proteggere il Lago Trearie – con l’accento sulla i – ci pensano il bosco dei profumati pini d’Aleppo, posto alle pendici del Monte Trearie, e quello degli ombrosi faggi che ricoprono la sommità del Monte Solazzo e la Cima Salvatorano. Lungo un impluvio, si è sviluppata invece una fascia di pioppi neri che, assieme a una variegata presenza di agrifoglio, macchia xerofila ed erbe mangerecce come la cicoria, offre uno skyline degno dei migliori percorsi escursionistici.

 

Lago Trearie

 

All’ombra di tale vegetazione si muovono – e non è inusuale incontrarli – cavalli allo stato semibrado e i famosi suini neri dei Nebrodi, che giungono fino al lago per dissetarsi. La presenza di tali animali, nonché la coltivazione sconsiderata di segale, ha purtroppo causato un’alterazione della flora e il mancato rinnovamento di tali boschi.
Il lago resta però il luogo prediletto di molte specie avicole, che qui si fermano per svernare: cicogne, aironi cinerini, folaghe, cormorani, fischioni e marzaiole, ma anche il gabbiano reale. È magnifico vederli sorvolare lo specchio d’acqua, magari durante i freddi inverni in cui la superficie si ghiaccia…   

 

 


Laureata in Lettere Moderne e in Informazione, Editoria e Giornalismo, è appassionata di letteratura contemporanea, scrittura, fumetto e nuovi media. Collabora come editor per diverse case editrici romane e come articolista per testate online.