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Tracce preistoriche

Nel Parco del lago Moro si respira aria antica

La Valle Camonica è un luogo che ha una storia antichissima. La zona conserva tracce rupestri lasciate da antichi insediamenti umani, ma anche testimonianze del primo Novecento.

Nel Parco del lago Moro non ci si immergere solo nella natura tra vigne, ulivi e castagni, ma si può fare un vero e proprio tuffo nel passato: il Parco di Luine, l’area dei Corni Freschi e la collina di Monticolo, regalano degli itinerari davvero speciali e pronti a raccontare una storia lontana.

 

Parco del lago Moro, foto by Archivi del Centro Camuno di Studi Preistorici

Il Parco di Luine

Il parco archeologico di Luine in Valle Camonica nei pressi del lago Moro – patrimonio dell’UNESCO dal 1978 – conta oltre 20.000 figure incise, ritrovate su oltre 102 rocce, tra le più antiche del ciclo camuno. Si tratta di un luogo ricco di storia dove si trovano rocce incise che risalgono all’Epipaleolitico (6.000-5.500 a. C.), ma anche a epoche successive, come quelle datate tra la fine del Neolitico, l’età del Bronzo e l’età del Ferro. Luine era considerata collina sacra dalle popolazioni locali, data la centralità e l’importanza della posizione dominante rispetto alla vallata.
All’interno del parco sono proposti diversi itinerari, che permettono di scoprire, passeggiando nella natura, la vita degli antichi abitanti della Valle, attraverso migliaia di figurazioni e immagini, legate alla caccia, alla religione, ai culti e alle abitudini quotidiane, lasciate – forse – da cacciatori seminomadi che hanno utilizzato la valle come territorio di caccia.

 

Parco Luine, foto by Archivi del Centro Camuno di Studi Preistorici

L’itinerario dei Corni Freschi

Nell’aera dei Corni Freschi, che si trova alla base della collina del Monticolo, si può ammirare un particolare sito di arte rupestre: si tratta di un grande masso di arenaria precipitato dal versante roccioso e scoperto nel 1961. Da sempre è conosciuto come la Roccia delle alabarde per la presenza sulla sua superficie di nove alabarde, armi rituali, incise a grandezza naturale nella tarda età del Rame (III millennio a.C.). Lavori di restauro hanno permesso di individuare un’altra composizione di figure incise: quindici pugnali con la lama rivolta verso il basso, che riprendono lo schema delle alabarde. Di fronte al masso sono posizionati dei resti di un focolare e un buco di palo, a conferma della presenza umana e dell’importanza rivestita dal luogo. Un sito di arte preistorica davvero suggestivo, che testimonia ulteriormente la centralità della collina del Monticolo nel corso dei secoli.

 

Monticolo da scoprire

L’itinerario del Monticolo invece permette di risalire la collina, che si innalza a centro Valle, lungo un percorso dove tra boschi di castagno e rovere si incontrano ancora numerose tracce storiche. Procedendo su un sentiero sterrato, le rocce testimoniano la particolare importanza rivestita da sempre dalla collina del Monticolo: scritte degli inizi del Novecento, croci anche di epoca post-medievale, incitamenti e disegni riferibili alla Seconda Guerra Mondiale, tutti ben conservati e facilmente visibili. Il punto più alto del percorso è dominato dall’osservatorio faunistico, costruito di recente in una zona che durante le due Guerre Mondiali era occupata da postazioni anti-aeree e da depositi di munizioni. Da questo luogo strategico si può ammirare la Valle Camonica in tutta la sua bellezza, dal Monte Adamello sino al lago d’Iseo.

 


Laureata in Scienze della Comunicazione e giornalista pubblicista dal 2008. Ha lavorato come collaboratrice e redattrice in quotidiani e settimanali. Ora collabora con un giornale online e con un free press. È appassionata di cinema e sport.