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Acque instabili: la storia di Isola Santa

Nelle profondità del lago

Un tempo, gli abitanti di quel dente roccioso sulle Alpi Apuane controllavano e difendevano la strada che collegava la Garfaganana alla Versilia.

Un’oasi di salvezza

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Resti sommersi, foto via

Prima ancora che l’angusta conformazione del territorio e la posizione strategica dell’avamposto tenessero lontani gli stranieri e gli ostili, su quello stesso sperone roccioso era stato costruito l’Hospitale di San Jacopo, pensato per accogliere e offrire riparo ai viandanti e ai pellegrini che intraprendevano la faticosa e difficile traversata delle Alpi Apuane.

Ma Isola Santa, un tempo oasi di salvezza in luoghi selvaggi e ostili, ha tenuto lontani anche coloro a cui quel posto spettava di diritto. Fino a non molto tempo fa, infatti, questo borgo arroccato lungo le irte pendici delle montagne della Garfagnana -che oggi ospita un hotel diffuso– stava inesorabilmente morendo.

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Chiesa di Isola Bella, foto via

Minare alla base

La colpa – o meglio, la causa – è stata la costruzione di una diga per l’approvvigionamento idroelettrico, avvenuta verso la fine degli anni Quaranta del secolo scorso. Le acque del torrente Turrita Secca finirono per sommergere una parte dell’antico abitato, minando fin da subito la stabilità del paese con le loro variazioni giornaliere di livello. Seguendo le direttive della società elettrica di allora, la Selt Valdarno, le acque non riuscivano a trovare un equilibrio stabile; quando dieci anni dopo fu trovata la soluzione al problema, il piccolo borgo sulle montagne aveva già perso una buona quantità di abitanti.

Cosa resta

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Mulino Mosceta, foto via

Oggi i pochi rimasti cercano di riportare Isola Santa agli antichi fausti; senza dubbio il panorama che si gode da queste casette ristrutturate è suggestivo, immerso com’è nel profondo verde dei boschi montani. E, se siete fortunati, potreste capitare nel periodo in cui il bacino viene completamente svuotato: sarà l’unica occasione per poter scorgere i resti del vecchio Mulino Mosceta e quelli del ponte ad arco. Attenzione, però: questa occasione si presenta solo ogni dieci anni!