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Giallo al Trasimeno

Intervista all’autrice di Quadretti dal Trasimeno con vista

Un giallo, ambientato tra le rive del lago Trasimeno. Intervista a Raffaella Micheli, autrice di Quadretti dal Trasimeno con Vista.

 

Com’è nata l’idea di scrivere Quadretti del Trasimeno con vista?intervista a raffaella micheli
L’idea di scrivere questo romanzo con sfumature da giallo, è nata in modo abbastanza insolito. A febbraio 2015 ero presente a una riunione organizzata per una mostra fotografica. Tema: il Lago Trasimeno. Quando ho sentito che oltre alle foto si valutava la possibilità di presentare delle poesie, ho detto impulsivamente che se lo avessero accettato avrei potuto scrivere un giallo ambientato al Lago.
Avevo appena conosciuto Ugo Mancusi e, animata dalla passione che metto nel fare le cose che mi piacciono, i giorni successivi ho iniziato a scrivere. Dopo diverse pagine, mi sono resa conto che la mia proposta poteva risultare piuttosto eccentrica, tuttavia l’ho contattato e gli ho inviato le pagine in questione, restando in trepidante attesa per una risposta. Il seguito potete immaginare quale sia stato: Corebook mi ha fatto un bellissimo regalo, consentendomi di pubblicarlo, ed è iniziato un bellissimo rapporto di amicizia e collaborazione con Ugo Mancusi.

 

Da che cosa nasce questa passione per il lago Trasimeno? Lei è toscana, se non sbaglio.
Non so se riesco a motivare la mia passione, è un po’ come quando ci si innamora, si cerca di trovare sempre una spiegazione razionale, tuttavia la ragione ci sfugge. In effetti, non è semplice spiegarlo: perché quando siamo in un posto, questo ci fa sentire bene? Perché lì ci troviamo a nostro agio e tutto quello che ci circonda ci gratifica? Potrei elencare tantissimi pregi e aspetti unici e inimitabili del territorio intorno al lago, ma preferisco consigliare a chi non lo conosce di prendere il libro come pretesto, o alibi, e visitarlo. Ma anche a chi lo conosce già consiglio di tornare a riscoprirlo, perché non si finisce mai di apprezzare un posto come il Trasimeno. Sono nata in Toscana, ma in questo caso nella mia visione non c’è un confine e, sebbene siano due regioni diverse, nel territorio verdissimo e magico dell’Umbria mi sento a casa, esattamente come tra le colline toscane.

 

Come mai ha scelto il genere noir e non, per esempio, un diario di viaggio? Chiedo questo perché, per illustrare un territorio, ci sono generi che forse sono più diretti, sebbene anche più scontati.
In realtà avevo già scritto un giallo, non pubblicato, quindi volevo ripercorrere quel modo di narrare che mi era piaciuto molto. Credo che il mio modo di scrivere sia molto descrittivo: lo faccio anche nelle poesie che sono piccole pennellate che illustrano il mio mondo. Probabilmente l’aspetto dei luoghi, e delle cose, per me è fondamentale per raccontare qualcosa.

 

So che lei è una studiosa appassionata di biblioteconomia. Quelli che tratta sono tutti luoghi che ha visitato di persona? Oppure le descrizioni che fa sono frutto di un’accurata ricerca preliminare?
Sono appassionata bibliofila, il mio primo lavoro è stato, attraverso la vincita di una borsa di studio, di classificare con il sistema decimale Dewey la maggior parte dei volumi di una piccola biblioteca comunale. I miei primi scritti, pubblicati in volumi di miscellanea, riguardano il tema del libro antico. Ho fatto molta ricerca e letto moltissimo, prima e mentre scrivevo. I posti che ho descritto in Quadretti del Trasimeno li conoscevo per averli visitati, solo per alcuni dettagli sono ricorsa alla tecnologia guardando su Google Maps.

 

Cita molte specialità tipiche del territorio, come vini, birre artigianali, olio nuovo, la fagiolina del Trasimeno. Suppongo che questo tipo di interesse derivi anche da una sua passione per il buon cibo genuino, non solo da un intento di promozione del territorio a tutto tondo. Qual è il piatto del Trasimeno che preferisce?
Ho citato tutte cose che amo, incluso il cibo, specialità regionali e piatti tipici. Ad essere sincera non ho una preferenza, mi piacciono moltissimo tutti i piatti della “cucina del lago Trasimeno”; il  mio non  era  esattamente  un intento promozionale, ma è la mia reale opinione e, se questo può servire a promuovere il territorio, ne sono molto onorata e felice. Mi piace la cultura del cibo e tutto quello che ci sta intorno, che spazia dalla coltivazione di certi prodotti autoctoni al suo utilizzo e lavorazione, dalla lentezza di certi metodi tradizionali allo stile di vita sano che racchiudono.

 

Ci sono molti artigiani sul lago: mi riferisco alle quattro scuole di ricamo e ai battitori di ferro. Ho una curiosità: esiste veramente qualcuno che realizza i quadretti con vista?
Non credo che ci sia qualcuno che realizzi dei quadretti del genere, mi sono ispirata a dei lavori simili di una artista tedesca, vivente, della quale avevo visitato una mostra anni addietro.

 

I personaggi che popolano “Quadretti del Trasimeno” vengono da diverse parti d’Italia, se non dall’estero (vedi Carmen). È forse un modo per indicare l’aspetto di polo gravitazionale di questo lago ricco di storia e di bellezza?
I personaggi non sono tutti nativi dei paesi attorno al lago, ma vengono da fuori, e dall’estero, come giustamente fa notare. Non credo che sia una novità; certo, adesso la possibilità di viaggiare si è allargata ad una fascia di popolazione molto più ampia, tuttavia nei secoli era uso comune traferirsi all’estero per motivi di studio, svago, e lavoro, esattamente come oggi. L’Italia è sempre stata una delle mete preferite, e sicuramente tra i posti più amati c’è sempre stato il Lago Trasimeno, basti vedere le corrispondenze di personaggi famosi che lo testimoniano come nel caso dei frequentatori di Villa Schnabl o della famiglia di Guido Pompilj, il politico italiano degli inizi dello scorso secolo, nativo di Magione.

 

Parla anche di un argomento molto sentito dagli abitanti del lago, ovvero i test di apertura dell’emissario del Trasimeno dopo ben ventisette anni. Sebbene lei sia toscana, sarà stata sicuramente toccata dall’umore generale intorno a queste prove. È stato difficile non prendere posizione riguardo a questo evento, durante la scrittura del romanzo?
Nell’inventarmi questa storia, molto di quello che ho scritto è reale. Le cose succedevano esattamente mentre era in corso la stesura del romanzo, come la vicenda dell’emissario, così che è diventato importante per me riportarlo. Serviva a rendere più vivo e vero il racconto, è stato anche un modo per partecipare alla querelle che si era aperta; ho preferito riportare l’accaduto senza entrare nel merito, ammetto di non avere nessuna competenza per sapere cosa fosse più giusto.

 

Senza dubbio la fotografia ha un’importanza particolare all’interno del romanzo. Mi riferisco non solo a “Quadretti del Trasimeno” come oggetto di artigianato, ma anche al titolo stesso scelto per il libro e a particolari snodi narrativi che vedono protagonisti fotografi, sebbene amatoriali. Che importanza ha per lei la fotografia? È appassionata? Crede che le immagini siano utili per sviluppare un romanzo o, addirittura, per renderlo più completo?
Ero stata inserita nel gruppo Facebook Trasimeno Panorami e Foto, che raccoglie un vastissimo numero di appassionati fotografi, professionisti e non. Le immagini stesse che venivano postate erano motivo di ispirazione. Amo  molto  la  fotografia, e  ho  voluto raccontare il lago anche attraverso questa passione. Io non sono un ‘esperta, scatto foto istintivamente e il più delle volte con il telefono, ma credo nel potere delle immagini, in narrativa possono essere un corredo importante, perfino nel linguaggio che si sceglie per raccontare un sentimento. Un esempio importante è Goethe: il castello con i suoi giardini, il cimitero, la campagna, il parco soprattutto, luoghi scelti e utilizzati per analizzare e sviscerare il rapporto di coppia tra i personaggi ne Le affinità elettive. È certo che le immagini sono in grado di raccontare storie, in questo caso basta sedersi in riva al lago Trasimeno e saper ascoltare.

 


 

Laureata in Lettere Moderne e in Informazione, Editoria e Giornalismo, è appassionata di letteratura contemporanea, scrittura, fumetto e nuovi media. Collabora come editor per diverse case editrici romane e come articolista per testate online.