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Il santuario dei ciclisti

I due bracci del lago di Como accolgono la Madonna del Ghisallo

«Il piacere della bicicletta è quello stesso della libertà. Andarsene ovunque, ad ogni momento, arrestandosi alla prima velleità di un capriccio, senza preoccupazioni come per un cavallo, senza servitù come in un treno. La bicicletta siamo ancora noi, che vinciamo lo spazio e il tempo…». (Alfredo Oriani)

Interno del Museo del Ciclismo, foto via Facebook

 

Magreglio è tra le mete preferite dei ciclisti. Il motivo? Il paese, che si trova nel cosiddetto Triangolo Lariano, sul lago di Como, ospita il santuario della Madonna del Ghisallo – protettrice di ciclisti – che sorge proprio sul valico del colle del Ghisallo.
Il Ghisallo è un luogo legato al ciclismo da una lunga e appassionate storia. Carico di memorie, questo colle – che gode di panorami bellissimi – è uno dei luoghi più noti per i ciclisti di tutte le età e di tutte le categorie. Infatti, è in cima a questa salita che si sono decise e si sono concluse alcune delle competizioni più famose della storia di questo sport: dal Giro d’Italia al Giro di Lombardia, dalla Coppa Agostoni alla Giornata della Bicicletta. E proprio a pochi metri dal valico si trova una piccola chiesa: il santuario della Madonna del Ghisallo.

 

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La salita del Ghisallo durante il Giro di Lombardia

La Celeste Patrona dei Ciclisti Italiani

Nel 1949 la Madonna del Ghisallo fu nominata – con una lettera ufficiale di Pio XII che le attribuì questo ruolo – santa patrona dei ciclisti e per questo nel santuario iniziarono ad arrivare donazioni di biciclette, magliette e accessori da parte dei campioni e degli amatori di questo sport. Nel giorno della proclamazione una fiaccola di bronzo venne porta con una staffetta da Roma al santuario: gli ultimi due tedofori furono Gino Bartali e Fausto Coppi.
Le donazioni nel corso degli anni furono sempre molto copiose, fino al punto da rendere necessaria una nuova struttura più adatta a ospitarla. Per questo nel 2006 venne inaugurato il Museo del Ciclismo, poco distante dal Santuario, con la benedizione di Papa Benedetto XVI.

 

 

Il museo

Va specificato che si tratta di un museo del ciclismo, e non solo di un museo della bicicletta. Cimeli storici, biciclette, divise, fotografie e filmati: tutto per ripercorrere la gloriosa storia di questo sport attraverso le varie epoche, fino a offrire una panoramica dei giorni nostri. Uno specchio fedele della passione e dei sacrifici degli atleti, ma anche delle altre professioni che girano in torno a questo mondo.
È un luogo dedicato agli uomini e alle donne che hanno usato e usano la bicicletta nella vita quotidiana e nelle competizioni sportive, ma anche impegnato a far conoscere coloro che attorno al mondo delle due ruote, e a quello agonistico in particolare, lavorano: gli atleti, i produttori del mezzo, gli organizzatori, i dirigenti di società, i giornalisti e altre figure forse meno note ma altrettanto importanti.
All’interno si percorre inizialmente un tratto simbolico della salita del Ghisallo, poi si accede alle varie sale, tra le quali troviamo quella Cimeli, la Grande enciclopedia del ciclismo, Ciak. I 100 film sul ciclismo e altre sezioni tutte da visitare.

 

L’interno del Museo

Per maggiori informazioni sul Museo del Ciclismo


Laureata in Scienze della Comunicazione e giornalista pubblicista dal 2008. Ha lavorato come collaboratrice e redattrice in quotidiani e settimanali. Ora collabora con un giornale online e con un free press. È appassionata di cinema e sport.