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Natura, laghi e leggende dell’Appennino modenese

Boschi incontaminati si aprono su paesaggi mozzafiato e piccoli borghi custodiscono misteri e curiosità

Il Parco del Frignano, all’interno dell’Appennino modenese e nei pressi del borgo di Pievepelago, è una zona che offre molto da visitare e da scoprire: boschi incontaminati che si aprono su paesaggi mozzafiato, piccoli borghi che custodiscono misteri e curiosità, così come laghi e specchi d’acqua dal fascino unico, soprattutto grazie alle leggende che li circondano.  

Il cacciatore del Lago Santo modenese

I numerosi percorsi ad anello che si snodano intorno al lago Santo modenese consentono di passeggiare lungo le suggestive sponde di quello che è il lago più grande dell’Appennino Modenese e di immergersi nei boschi di faggio, conifere e lecci che lo circondano. Proprio davanti al Lago Santo, a ben 1501 metri di altitudine, è collocata una tipica cappella di montagna: un piccolo edificio, ristrutturato grazie al contributo degli alpini, suggestivo e simbolico. 

Pic by Modena Today

Al Lago Santo modenese sono poi legate numerose leggende, alcune con un certo alone di romanticismo, altre più legate alla natura selvaggia del luogo. Come quella del cacciatore e del lupo: è la storia di un cacciatore del luogo ossessionato da un feroce lupo che nessuno riusciva a catturare, nonostante procurasse numerosi danni. La sua ossessione gli aveva attirato le beffe dei compaesani. 

Un giorno, mentre il cacciatore stava cercando il lupo nei pressi del lago, ci fu una nevicata intensa che rese il paesaggio circostante impossibile da riconoscere. Al cacciatore sembrò di sentire il lupo ululare, si mise a correre per raggiungerlo, ma non si accorse di essere finito in mezzo al lago ghiacciato che si ruppe sotto il suo peso, facendolo sprofondare. 

 Terra di laghi e di tradizioni perdute 

A poca distanza dal Lago Santo, si trova il lago Baccio, il secondo bacino lacustre dell’Appennino Modenese. Le rocce del lago Baccio sono legate a un’altra leggenda locale: le buche scavate sulla loro superficie – simili a vaschette – sarebbero utilizzati dalle streghe per la preparazione delle loro pozioni a base di erbe e altre sostanze sconosciute. Al contempo, accanto alla roccia che sporge dalle acque del lago è possibile scorgere un simbolo molto diffuso in queste montagne anticamente popolate dai Celti: si tratta di un simbolo solare, un segno magico molto potente. 

Altro piccolo lago dei dintorni che merita di essere visitato per la sua particolarità è il Lago Turchino, di soli 30 metri di diametro, il cui nome richiama la sfumatura delle acque. Un gigantesco strapiombo di quasi trecento metri separa la conca del lago dal Monte Rondinaio, tra le più alte vette della zona. 

ll Lago Torbido è, infine, una piccola pozza stagionale situata a 1650 metri, alimentato quasi solamente dalle precipitazioni. Il suo nome si deve alle pietre macchiate di nero che ne ricoprono il fondale, visibili grazie alla siccità del periodo estivo.