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Domeniche sul lago

Mini-crociere estive sul lago di Alserio

Il lago di Alserio si trova a una quindicina di chilometri da Como. Secondo gli studiosi di geologia, un tempo doveva essere unito al lago di Pusiano. Il fiume Lambro infatti, che è l’emissario del lago di Alserio, avrebbe depositato detriti alluvionali determinando la separazione dei due specchi lacustri, che sono in comunicazione sotterranea tramite canali secondari. Il Lambro sfocia nel lago di Pusiano e ne esce proseguendo il suo percorso fino alla bassa pianura, tuffandosi quindi nel Po.

Il Parco della Valle del Lambro

Il lago di Alserio è situato all’interno del Parco della Valle del Lambro, istituito con Legge Regionale numero 82 del 16 settembre 1983 e che con il tempo ha raggruppato trentacinque comuni appartenenti alle province di Como, Milano, Monza e Lecco. Il Parco si estende lungo un tratto di 25 km del fiume Lambro compreso tra i laghi di Pusiano e di Alserio a nord e il Parco della Villa Reale di Monza a sud. Un’area quindi molto variegata lungo il percorso e che, in concomitanza dei laghi, corrisponde a un più spiccato interesse naturalistico. Sono stati predisposti dall’Ente Parco differenti itinerari, per soddisfare le esigenze di un’utenza sempre più ampia e curiosa. La sponda orientale di questo lago è inoltre protetta dalla Riserva Regionale Orientata. Inoltre l’Alserio è riconosciuto come Sito di Interesse Comunitario (SIC) e la cosa da sottolineare è che tra gli altri siti rientranti in questa classificazione, questo è il più vario dal punto di vista naturalistico con diversi habitat protetti, alcuni ad alta priorità per la presenza del lago, dei Piani di Erba, del Bosco della Buerga, delle sorgenti e dei canali. Il lago è situato a 260 m s.l.m. e la sua superficie totale è di 1,230 Km²; la profondità media è di 5.3 m, con punte di 8. Le alture che gli fanno da corona, oltre alle colline, sono il Monte Grigna (2.410 m) e il Resegone (1875 m).
Un percorso ad anello porta alla scoperta delle innumerevoli bellezze che questo ambiente lacustre offre, insieme al territorio che lo circonda. In auto, sulle piste ciclabili o a piedi, si potranno scoprire ville, castelli, chiese, ma anche semplici cascine, lavatoi e edicole votive che si succedono lungo il tragitto e sapranno affascinare anche il turista più curioso.

Curiosità sul Lago di Alserio

Una curiosità va proprio citata: nel 1160 l’imperatore Federico Barbarossa subì la prima sconfitta della sua Campagna d’Italia in una battaglia disputata proprio in questa zona tra le sue truppe e quelle comunali.
Il punto è stato identificato tra le antiche Carcano e Tassera, ossia a cavallo degli attuali comuni di Albavilla e Alserio. Battendo in ritirata, l’Hohenstaufen, secondo alcune cronache, si sarebbe ritrovato sulle sponde del lago, tra i canneti immersi nella nebbia, e avrebbe rischiato la vita, se non fosse intervenuto provvidenzialmente un suo scudiero a trarlo in salvo dalle acque. Nel suo destino doveva comunque esservi un conto in sospeso con le acque, se alcuni decenni dopo morì annegato in un altro fiume, il Göksu nei pressi di Seleucia, in Cilicia, mentre si apprestava a partecipare alla Crociata contro gli Infedeli (1189).

Il Batél

Ma lasciamo questa parentesi storica per tornare a guardare al presente del lago di Alserio. Per bambini e ragazzi, soprattutto, è attivo il Centro di Educazione Ambientale (CEA), adibito nel Casin del Lago (a Monguzzo), una struttura che sorge sulla riva, recuperata da una rimessa per barche.
È attiva una barca elettrica, che attracca al pontile prossimo al Centro Educativo e con la quale lo si può raggiungere; è stata chiamata «Amicizia» e, pur essendo stata realizzata recentemente, ricorda nelle sue fattezze l’antica imbarcazione Lucia batél, usata sui laghi briantei e sul lago di Como sia per la pesca ma anche per il trasporto di persone.
Il Batél è il più famoso tra le imbarcazioni lariane, tanto da divenirne un simbolo; prese popolarmente il nome di Lucia perché proprio su uno di questi natanti il Manzoni ne I Promessi Sposi fece attraversare il lago alla protagonista Lucia Mondella (insieme a Renzo Tramaglino e alla madre di lei, Agnese).
Come il batél (che sfrutta i remi o la vela) anche «Amicizia» non inquina perché ha un motore elettrico che minimizza l’impatto sull’ambiente lacustre; essendo silenziosa può avvicinarsi all’avifauna fino a 10-15 metri, cogliendo gli uccelli immersi nel loro ambiente e quindi potendone osservare il comportamento.
L’Ente Parco, con l’iniziativa Domeniche sul lago, mette a disposizione la barca «Amicizia» ad un pubblico (massimo venticinque partecipanti) che voglia conoscere la meravigliosa area protetta del lago di Alserio. La durata della mini-crociera, che parte dal Pontile di Alserio (Giardino a Lago in Via Carcano) è di quarantacinque minuti. Un naturalista a bordo consentirà di acquisire le informazioni più utili per meglio apprezzare i luoghi più incantevoli e suggestivi di questo lago. Vi è inoltre la possibilità di prenotare questo tipo di escursione in altre date, contattando gli uffici del Parco.

Cosa vedere nei dintorni del lago di Alserio

Il lago di Alserio bagna, oltre al paese omonimo, quello di ErbaAlbavilla Monguzzo. A proposito di Erba, non può mancare una visita al Civico Museo, che si propone come Museo del Territorio dell’Alta Brianza e del Triangolo Lariano. Situato nella scenografica Villa Comunale di Crevenna, illustra l’evoluzione geologica e paleontologica del territorio, tramite pannelli e reperti. In otto sale si possono sinteticamente conoscere le tappe principali della storia e della preistoria della zona. Partendo da un fossile di ammonite dell’Alpe Turati – simbolo delle ere geologiche che si sono succedute e hanno plasmato questo territorio – si arriva alla sezione romana, poi a quella tardo antica, medievale e all’Età Moderna. Nel cortile, ai piedi della scalinata di accesso, non si manchi di osservare i due giganteschi Massi Avelli, enigmatiche tombe scavate nei massi erratici lasciati dai ghiacciai, provenienti da Asso (CO) e da Magreglio (CO).
Curiosità: diversi film sono stati girati su questo lago, come alcune scene del film dei fratelli Taviani Allònsanfan (1974). In una di esse Marcello Mastroianni induce al suicidio un confratello carbonaro, cadendo a sua volta in acqua e venendo ripescato da giovani intenti a festeggiare il Carnevale. Più di recente Checco Zalone ne Che bella giornata! (2011) del regista Nunziante, sul prato del lido offre alle papere il cous-cous che la sua compagna aveva cucinato per ore, in vista del loro pic-nic, credendolo pastura!
Fino a nuove disposizioni da parte dell’ASL di Como, il lago non è balneabile.

Marisa Uberti è una ricercatrice indipendente, di formazione scientifica. Nata in provincia di Brescia, da tredici anni vive a Spirano, nei pressi di Bergamo. Nel 2002 ha fondato il sito culturale Due passi nel mistero, che annovera importanti collaborazioni e per il quale ha prodotto innumerevoli studi e reportage derivanti soprattutto dai suoi frequenti viaggi in Italia e in Europa. È membro dell'Associazione Ligure per lo Sviluppo degli Studi Archeoastronomici (A.L.S.S.A.) e del Gruppo di Ricerca Storica diretto dal prof. don G. Donni di Rovato (BS). Dal 2013 è curatrice del Centro Studi Triplice Cinta e ha all'attivo tre pubblicazioni saggistiche.