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I Laghi Brianzoli

Piccole macchie azzurre sulla cartina geografica della Lombardia, da molti sconosciuti ma ricchi di un patrimonio storico, naturalistico, archeologico e, da alcuni anni, anche di un’offerta turistica di tutto rispetto

Piccole macchie azzurre sulla cartina geografica della Lombardia, da molti sconosciuti ma ricchi di un patrimonio storico, naturalistico, archeologico e, da alcuni anni, anche di un’offerta turistica di tutto rispetto: sono i laghi al centro dell’Alta Brianza, immediatamente a meridione dei due rami del Lario e del cosiddetto “Triangolo Lariano” (Como-Bellagio-Lecco).

Si tratta di cinque laghi di origine glaciale che appartengono a tre bacini fluviali diversi (e a due diverse province). Da occidente a oriente abbiamo il lago di Montorfano, di Alserio, di Pusiano, di Segrino e di Annone. Occupano una fascia di 18 km di lunghezza e 6 di larghezza; a far loro da corollario vi è una catena di monti che li incastona e li rende simili a gemme meravigliose.

Formazione

Circa 1.800.000 anni fa l’intero territorio dell’Alta Brianza era completamente ricoperto dalle lingue del ghiacciaio Abduano (ultima glaciazione Wurmiana dell’era Quaternaria). Quando i ghiacci con l’innalzamento delle temperature iniziarono a ritirarsi (all’incirca 70.000 anni fa), lasciarono dei depositi collinari a forma di semiluna (collinette moreniche) e tra le depressioni interposte tra questi depositi si formarono i laghi briantei. Salendo sulla terrazza dell’Eremo del Monte Barro (922 m), un rilievo isolato che funge da balcone panoramico a 360° sul territorio circostante, si possono cogliere in un solo colpo d’occhio tre dei cinque laghetti in fila -e un quarto defilato- e riconoscere le cime delle montagne circostanti come il Cornizzolo (1241 m) a ovest, chiamato un tempo Monte Pedale, e il Monte Regina (820 m) ad est. In lontananza, nelle giornate più nitide, si arriva a scorgere il Gran Paradiso (4061 m) e il Monviso (3842 m). Sulle rive dei laghi si dispiegano interessanti paesi e paesini, che abbondano di tradizioni, di leggende, di cultura e di attrattive turistiche, che con l’arrivo della stagione estiva si possono tradurre in interessanti opportunità per chi desidera conoscere questo territorio.

Fama

Purtroppo il meraviglioso territorio brianzolo – laghetti compresi – non ha goduto di una buona fama, soprattutto all’inizio del xx secolo, per via di un’esasperata industrializzazione che, insieme a cattive amministrazioni, ne aveva determinato l’inquinamento. Dagli anni Ottanta dello stesso secolo, però, si è dato il via ad una proficua operazione di bonifica dei bacini lacustri con l’istituzione dei Parchi di Interesse Sovracomunale, tutelati dalla Regione Lombardia. Grazie a questo progetto si è migliorata la qualità delle acque e si è garantita la salubrità della ricca flora e della fauna lacustri. Al punto che quasi tutti i bacini brianzoli hanno meritato il titolo di Siti di Interesse Comunitario (SIC) e risultano tra i laghi più puliti d’Europa.


Per saperne di più sul Lago di Alserio: Domeniche sul lago di Alserio

Marisa Uberti è una ricercatrice indipendente, di formazione scientifica. Nata in provincia di Brescia, da tredici anni vive a Spirano, nei pressi di Bergamo. Nel 2002 ha fondato il sito culturale Due passi nel mistero, che annovera importanti collaborazioni e per il quale ha prodotto innumerevoli studi e reportage derivanti soprattutto dai suoi frequenti viaggi in Italia e in Europa. È membro dell'Associazione Ligure per lo Sviluppo degli Studi Archeoastronomici (A.L.S.S.A.) e del Gruppo di Ricerca Storica diretto dal prof. don G. Donni di Rovato (BS). Dal 2013 è curatrice del Centro Studi Triplice Cinta e ha all'attivo tre pubblicazioni saggistiche.