Esplorazione lacustre

A causa dell'abbassamento del livello del lago, a Bracciano compaiono numerosi reperti archeologici di difficile collocazione

Le condizioni climatiche e la scarsa piovosità di oltre un anno hanno causato il progressivo abbassamento del livello del lago di Bracciano. Le fonti di alimentazione sono le sorgenti naturali e le piogge stesse, così l’aumento della siccità, rispetto agli anni precedenti, ha determinato una diminuzione del livello di circa 1.5 metri.

Resti di un’antica villa romana, Lago di Bracciano, foto di Elena Felluca

Il lago ha risentito di una situazione meteorologica generica che coinvolge tutta la nazione, ma a contribuire, sebbene in piccola parte, sono anche i prelievi dell’Acea, indispensabili per rifornire di acqua una parte di Roma e altri comuni del Lazio.
Il lago non ha immissari fluviali, solo un emissario, l’Arrone, ma attualmente le paratoie dell’imbocco sono chiuse e le condizioni dell’imbocco non permettono la fuoriuscita di acqua.

Un problema datato

Da sempre il livello del lago di Bracciano è influenzato dalle condizioni climatiche; ciò ha comportato numerosi problemi per quanto riguarda le attività rivierasche e, sin dal XVII secolo, per le opere idrauliche realizzate per condurre acqua a Roma.
Storicamente e archeologicamente abbiamo notizie del “troppo pieno”, ossia del livello troppo alto con conseguenti allagamenti di abitazioni, campi e strade, o del “troppo basso”, ossia di siccità che ha comportato lo scavo di canali per irrigare. Ciò ha condizionato anche l’assetto degli insediamenti sulle sponde.
L’attuale situazione di abbassamento del livello ha permesso di individuare e localizzare numerose rovine antiche lungo le rive:  manufatti antichi, pietre lavorate, frammenti fittili, mura, resti di edifici antichi, palizzate, ossia numerose testimonianze al passato
Tutto lascia tracce sul terreno e, ora che il lago si è abbassato notevolmente rispetto agli anni precedenti, è possibile osservarle e studiarle.
Un’individuazione e uno studio ci permetterà di conoscere meglio e tutelare il patrimonio storico ed archeologico presente nel territorio in questione.

Cosa emerge

Al momento sono emerse piccole concentrazioni di materiale ceramico, vasellame e resti di tegole, soprattutto di epoca romana, ma anche di epoche recenti, infatti in superficie possano trovarsi reperti risalenti a periodi differenti. La formazione dei depositi può essere avvenuta per fenomeni naturali, oppure sono stati accumulati appositamente.
Sono riemerse dalle acque resti edifici già in parte noti: si tratta perlopiù di ville di epoca romana, caratterizzate dal collegamento con il centro urbano grazie alla prossimità a importanti vie di comunicazione.
Parallelamente alla via moderna circumlacuale, ad una distanza di circa dieci metri, in vari tratti sulla riva del lago troviamo vari basoli divelti: si tratta delle componenti della viabilità romana, forse uno dei diverticoli della via Clodia che si dirigeva verso l’attuale tenuta di Vicarello, interessata dalla frequentazione umana a partire dall’Età del Bronzo, con un picco durante tutta l’epoca romana, quando vennero edificati imponenti costruzioni, almeno a partire sin dal III secolo a.C. fino al primo imperiale. Un tratto della strada è posto sott’acqua, evidentemente in uso quando il livello del lago era molto più basso rispetto ad oggi. Durante i lavori di asfaltatura dell’attuale via di transito e di messa in opera di tubature per fogne e acqua, i basoli possono essere stati scalzati, oppure si tratta di quelli sommersi, successivamente scalzati per essere riposizionati altrove.
Palizzate di recinzioni per delimitare le proprietà, file parallele di paletti, forse resti di pontili per attraccare le imbarcazioni da pesca o da trasporto, l’epoca potrebbe essere identificata solo a seguito di una eventuale accurata analisi del legno.
Rimangono dei forti dubbi nelle interpretazioni dei resti archeologici lacustri, i dati attualmente a nostra disposizione dicono ben poco sulla reale funzione delle reminiscenze materiali del passato: occorrerebbero indagini più approfondite.
Presto verrà prodotta e messa a disposizione una documentazione dettagliata sui materiali registrati.

 

Articolo precedentemente apparso in www.lagosabatino.com


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Elena Felluca è nata a Bracciano (RM) il 7 maggio 1979. Ha conseguito la laurea in Lettere e il diploma di Specialista in Archeologia Orientale ed è Dottore di Ricerca in Archeologia. Libero professionista e ricercatrice indipendente, attualmente svolge studi storici ed esplorazioni speleologiche nel territorio di Bracciano e dintorni al fine di riscoprire le vestigia del passato del lago con la finalità di divulgazione di notizie riguardanti le tappe storiche e le caratteristiche della zona.