L’isola mobile

Sul lago di Posta Fibreno vi è un'isoletta molto particolare

«Amo questa salubrità e amenità. Specialmente da quando sono qui giunto non mi posso saziare di tanta meraviglia.»

Isole mobili

L’isola galleggiante di Posta Fibreno

Isole mobili

Così Marco Tullio Cicerone descriveva l’oasi idilliaca di Posta Fibreno, un lago dalle limpide acque azzurre situato nelle terre laziali a ridosso del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Sebbene il lago sia stato scelto dalla rivista tedesca TAUCHEN come uno dei luoghi più belli in cui fare immersioni, impreziosito com’è da una vera e propria foresta di alghe, è più che altro famoso per una curiosa isoletta, posta nella parte sud del bacino la quale, soprattutto durante le giornate particolarmente ventose, si muove.
“La Rota”, che suscitò meraviglia già in Plinio il Vecchio, è un’isola di circa quaranta metri di diametro, sulla quale crescono sparuti alberelli – perlopiù salici, abbondanti in queste zone. Ha uno spessore di circa tre metri che, al centro, sale a quattro: chi volesse immergersi nelle fredde acque del lago –la cui temperatura è mantenuta a 10-11° dalle sorgenti sotterranee provenienti dai circostanti monti calcarei – si accorgerebbe che in realtà l’isola ha la forma di un cono con la punta rivolta verso il fondale. E qui la sorpresa: non è formata da terraferma, ma da un intreccio di rizomi di cannuccia, torba e sfagni (una specie di muschio), che vengono facilmente spostati dal vento e dalle sorgenti sotterranee che si immettono nel lago. Nelle giornate particolarmente ventose, accucciati tra gli steli alti e sottili del crescione (Lepidium Sativum) che cresce in corrispondenza dei canali sorgivi, è possibile addirittura tracciarne i movimenti a occhio nudo: si immagini la meraviglia che devono aver provato gli antichi nel vedere un’isola mobile nel bel mezzo del lago! Devono aver pensato a qualche oscura forza maligna che si divertiva a giocare con le paure degli uomini.

 

Questione di carsismo

Invece una spiegazione c’è, e risiede nella conformazione carsica dell’intera Media Valle del Liri. Si pensa che l’isola si sia formata, più di duemila anni fa, a causa di una forte corrente sotterranea che, sollevando la torba dal fondo del lago, abbia dato vita ad un’entità conica su cui sarebbero cresciuti addirittura degli alberi –la cui velocità di crescita, rispetto ai cugini sulla terraferma è dimezzata, proprio perché le radici affondano nell’acqua. Sembra che all’inizio del secolo, a seguito di un potente temporale, il tronco di un noce, posto sul fondo della dolina chiamata “La Prece”, fosse sparito nell’inghiottitoio della dolina stessa. Qualche mese dopo, si dice che lo stesso tronco fosse riaffiorato all’interno dell’isola galleggiante, a dimostrazione di quanto forti siano le sorgenti carsiche della zona.
Che il calcare contenuto nelle rocce e poi sfaldato dall’acqua fosse determinante per la conformazione della zona, è testimoniato anche dai profondi dislivelli – dai due fino ai quindici metri – che si formano lungo tutto il corso del fiume Fibreno, generato dal lago, e poi del Liri, nel quale il Fibreno si getta. In passato c’erano addirittura due bacini separati ben visibili, prima che la forma a boomerang del lago di Posta Fibreno prendesse il sopravvento.

lagofibreno

Lago Fibreno

Preziosità uniche

Nonostante negli anni Sessanta il lago sia stato vittima di poco oculate politiche di smaltimento dei rifiuti edilizi – il pietrame ivi scaricato ne ha ridotto la profondità di ben dieci metri – il lago di Posta Fibreno continua ad essere un luogo ricco di peculiarità, tanto da meritarsi il titolo di Riserva naturale: è possibile infatti contare ben settantasette specie di licheni, le popolazioni più meridionali di sfagno palustre (Sphagnum Palustre) e carice pannocchiata (Carex Paniculata), e la rara forbicina intera (Bidens Cernuus).

 

Carex Paniculata

Carice Pannocchiata

Oltre a questo, il lago è la dimora di un salmonide endemico, il carpione del Fibreno (Salmo Fibreni) che ha eletto le grotte carsiche luogo ideale per la deposizione delle uova. A fargli compagnia, la rara trota macrostigma (Salmo Cettii), tipica dei corsi d’acqua a carattere torrentizio della Sardegna, e presente, nell’Italia peninsulare, solo nel piccolo ma prezioso Lago di Posta Fibreno.

 


 

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Laureata in Lettere Moderne e in Informazione, Editoria e Giornalismo, è appassionata di letteratura contemporanea, scrittura, fumetto e nuovi media. Collabora come editor per diverse case editrici romane e come articolista per testate online.