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Cannavacciuolo: «Il lago d’Orta mi ha conquistato»

Le magie orientali di Villa Crespi

«L’acqua è un elemento alla quale mi sento molto legato e che ha la capacità di farmi star bene». (Antonino Cannavacciuolo)

Cannavacciuolo

Lo Chef Antonino Cannavacciuolo

 

Insieme a Cinzia Primatesta, sua futura moglie (i due si sposeranno nel 2003), nel 1999 lo Chef stellato Antonino Cannavacciuolo inizia la gestione di Villa Crespi. Antonino, napoletano doc, è ormai profondamente legato alla sua terra adottiva, il Piemonte, dalla quale prende spunto arricchendo la sua innovativa vena creativa, che sposa perfettamente ingredienti e sapori del Sud e il Nord Italia.
«L’acqua è un elemento alla quale mi sento molto legato e che ha la capacità di farmi star bene, il mare e il lago sono diversi, ma entrambi mi ispirano e rilassano» afferma lo Chef Antonino Cannavacciuolo. «Il lago d’Orta mi ha conquistato con la sua tranquillità e l’intensità della natura che lo circonda». La villa, che riaprirà per la stagione estiva il prossimo 30 marzo, racchiude una storia da scoprire e un’architettura da ammirare.

La storia

Cristoforo Benigno Crespi, pioniere dell’industria cotoniera, durante i suoi viaggi di lavoro in Medio Oriente rimase ammaliato dal fascino di Baghdad e nel 1879 fece costruire Villa Crespi in stile moresco, immersa nel verde di un parco con vista sul lago d’Orta. Il nome della villa in origine era Villa Pia, dedica del signor Crespi a sua moglie, Pia Travelli Crespi. Ancora oggi, l’antico nome è leggibile su uno dei cancelli che la circondano.

 

Lago-d'Orta

Villa Crespi

A occuparsi dei lavori di costruzione fu l’architetto Angelo Colla, al quale Benigno Crespi lasciò piena libertà d’ispirazione. Questo consentì a Colla di interpretare perfettamente le volontà del padrone di casa, donando alla villa un’ambientazione mediorientale più unica che rara, dominata da stucchi e intarsi arabeggianti. Il risultato fu un capolavoro in stile moresco-eclettico in grado di lasciare ancora oggi senza fiato gli occhi dei visitatori.
La sorprendente villa è dominata da un elegante minareto e, per la sua fama di luogo magico e affascinante, accolse durante il Novecento poeti, capitani d’industria, principesse e il re Umberto di Savoia.
Con il passare del tempo, diversi proprietari si sono susseguiti, e negli anni trenta fu acquistata dai Marchesi Fracassi di Torre Rossano, diventando un esclusivo luogo di soggiorno per poeti, nobili e regnanti e conosciuta in gran parte del Nord Europa.
Poi, nel 1999, in seguito a un’accurata ristrutturazione, Cinzia e Antonino Cannavacciuolo le restituirono il suo carattere mediorientale, rendendola un punto di riferimento per l’ospitalità all’italiana e un tempio alla cucina e al buon gusto.

Piemonte

Una finestra della Villa

Lo stile

L’architettura moresca e lo stile arabeggiante rimandano a luoghi e tempi lontani. All’interno si compie un viaggio sensoriale tra raffinate colonne di marmo e archi realizzati in gesso modellato arricchiti da intarsi e decorazioni. La Villa, per la particolarità della sua architettura, porta, sulle sponde del lago d’Orta, un’atmosfera da Mille e una Notte.
L’eccentrico e gettonato architetto Angelo Colla, che realizzò la Villa, la arricchì in ogni suo angolo, dalla maestosa hall con lo splendido pavimento in mosaico fiorentino alle mura ornamentali che raggiungono il secondo piano, per terminare in un cielo stellato in puro stile moresco. Non mancano finestre di legno intarsiate e meravigliosi parquet di legno originali dell’epoca, per terminare con l’imponente minareto, in richiamo allo stile architettonico arabo, che è diventato uno dei simboli più riconoscibili, anche in lontananza, del lago d’Orta.


Fonte: Villa Crespi

 

Laureata in Scienze della Comunicazione e giornalista pubblicista dal 2008. Ha lavorato come collaboratrice e redattrice in quotidiani e settimanali. Ora collabora con un giornale online e con un free press. È appassionata di cinema e sport.