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Il lago del Predil tra leggende e natura

Un viaggio alla scoperta del bacino friulano

Il lago del Predil, o di Raibl, si trova a 10 chilometri da Tarvisio, in provincia di Udine a una quota di 959 metri. È il secondo lago per grandezza della regione Friuli Venezia Giulia.

La sua posizione, all’interno di una conca che un tempo era un ghiacciaio, lo colloca in uno scenario naturalistico di grande bellezza: termina a sud con il picco della Cima del Lago e a nord-est con il caratteristico gruppo delle Cinque Punte. Lo scenario che lo circonda si può ammirare attraverso itinerari escursionistici che costeggiano il lago fino al paese di Cave del Predil. Si attraversano boschi di faggi e abeti, scendendo per un ghiaione dal quale si ammirano i rilievi delle Cinque Punte. Lungo il percorso è presente una cascata che, nei mesi invernali, ghiacciandosi, diventa una palestra naturale di arrampicata sul ghiaccio.

 

Lago del Predil

Il mistero dell’isoletta

In mezzo alle acque verdi-azzurre del lago, è collocata una piccola isoletta che conferisce al paesaggio un aspetto fiabesco. Secondo la leggenda questo piccolo lembo di terra altro non sarebbe che l’ultima testimonianza di un paese che anticamente sorgeva al posto del lago.
Come molti laghi alpini, anche il Predil si trova al centro di una leggenda. Si tratta di un racconto popolare, tramandato di generazione in generazione, che venne ripreso in chiave poetica dal poeta sloveno Simon Gregorcic, nel secolo scorso. Si narra che un tempo, al posto del lago, sorgeva una valle con, al centro, un paese ricco e popolato. I suoi abitanti erano però insensibili e crudeli, poco accoglienti e propensi ad aprirsi all’esterno. Durante un inverno molto rigido, giunsero al villaggio una donna e un bambino che chiesero ospitalità e ristoro, per riprendersi dopo il loro lungo viaggio.
Gli abitanti del luogo si rifiutarono tutti di accoglierli, a eccezione di una famiglia povera, che li curò e li trattò come amici di lunga data, nonostante l’indigenza nella quale versavano. Durante la notte scoppiò un’improvvisa e terribile bufera: la terra tremò e le acque scesero copiose dalla montagna. Tuttavia, nella misera abitazione, tutti trovarono calma e riposo.
Il giorno dopo il paese fu completamente sommerso dalle acque, che andarono a formare l’attuale lago. Solo la casa della famiglia che li aveva ospitati venne risparmiata, mentre la donna il bambino, che altri non erano che la Madonna con il figlio Gesù, erano scomparsi. La casa si trovava proprio sull’isoletta che è visibile ancora oggi in mezzo al lago.