Socio Onorario Perpetuo

Laghi dell’Alta Brianza, delle gemme incastonate tra le montagne

Piccole macchie azzurre sulla cartina geografica della Lombardia, da molti sconosciuti ma ricchi di un patrimonio storico, naturalistico, archeologico e, da alcuni anni, anche di un’offerta turistica di tutto rispetto: sono i laghi al centro dell’Alta Brianza, immediatamente a meridione dei due rami del Lario e del cosiddetto Triangolo Lariano (Como-Bellagio-Lecco). Si tratta di cinque laghi di origine glaciale che appartengono a tre bacini fluviali diversi (e a due diverse province). Da occidente a oriente abbiamo il Lago di Montorfano, di Alserio, di Pusiano, di Segrino e di Annone. Occupano una fascia di 18 km di lunghezza e 6 di larghezza; a far loro da corollario vi è una catena di monti che li incastona e li rende simili a gemme meravigliose.

Tra storia e arte

Andiamo dunque a conoscere alcune attrattive di questi incantevoli specchi d’acqua partendo dal più occidentale, il Lago di Montorfano, sede della Riserva Naturale omonima, gestita dal Parco Regionale Valle del Lambrocreata nel 1984. A soli 4 km da Como, vanta la prerogativa di essere tra i laghi più puliti della Lombardia. Non ha immissari, ma è alimentato da sorgenti sotterranee e da qualche ruscello che, stagionalmente, porta acque dalle alture circostanti. Ha però un emissario, il Rivo del Molino, che si getta nella Roggia Lubiana, un affluente secondario del fiume Seveso. Ha un perimetro di soli 2,7 km e si trova a un’altitudine di 396,6 m s.l.m.; pur essendo di dimensioni esigue, è dotato di un unico ma attrezzato lido aperto al pubblico, con ristorazione e servizi di spiaggia, dove si può fare il bagno, prendere il sole, fare un giro in pedalò oppure rilassarsi tra il verde della vegetazione e l’azzurro delle tranquille acque. 
La profondità media del lago è di 4,10 m e questo ha un’insolita ma caratteristica forma tondeggiante; lo sovrasta un’altura isolata e staccata dalle altre, il Monte Orfano (554 m), che ha dato nome al paese. Una leggenda narra che questa montagnola, ritrovandosi abbandonata dopo la formazione della catena prealpina, si sia messa a piangere e con le sue lacrime avrebbe dato origine al lago nel quale poteva specchiarsi, in modo da sentirsi meno sola. 

Lago di Montorfano in autunno, foto via

Abbiamo detto che è un piccolo lago, ma non è certo privo di storia, tant’è che un insediamento palafitticolo era già esistente durante l’Età del Bronzo, come i ritrovamenti archeologici effettuati sulla riva settentrionale hanno evidenziato; altre evidenze sono emerse tra la sponda sud-occidentale del lago e il monte Croce di Capiago. Sul Monte Orfano esisteva da tempi arcaici una fortificazione dalla quale si controllava la pianura milanese e che restò in funzione fino al XVII secolo, quando venne abbattuta da Carlo v Imperatore, facendo così perdere d’importanza al borgo, che era cresciuto proprio intorno al castello, poi rimaneggiato nel tempo. Da vedere i ruderi della fortificazione e, nel centro storico del borgo, la piazza cinquecentesca con la chiesa di San Giovanni Evangelista che risale all’anno Mille, ma che oggi si presenta al visitatore nelle forme dei secoli successivi.
Montorfano fu infeudata nel 1350 da Guido – Guidetto – Mandelli III, quando sposò la figlia del duca di Milano Matteo Visconti, Floramunda. Guidetto discendeva da una nobile famiglia di cui si ha notizia già nel IX secolo, e nel corso del tempo si è imparentata con le più illustri casate d’Italia e d’Europa. Senza soluzione di continuità, i suoi discendenti continuano ad essere proprietari di questi luoghi e a loro appartiene la fantastica dimora d’epoca di Villa Barbavara (o di Montorfano), del XVI secolo, ma sorta sulla proprietà patrizia del 1350. 
All’interno presenta sale affrescate e un Salone d’Onore centrale, con lo stemma della famiglia e l’albero genealogico. Situata sulle rive del lago e contornata da un magnifico parco, la Villa di Montorfano ha ospitato re, principi, cardinali e molti altri personaggi illustri. Non è aperta al pubblico, ma viene affittata parzialmente o totalmente per matrimoni o occasioni speciali e… magiche! 

Il golf, un’attrazione in più

Una presenza interessante per gli sportivi è il Circolo Golf Villa d’Este, situato sulla collina che domina il lago di Montorfano, in un bosco che racchiude oltre trentamila alberi, tra cui castani, pini e betulle, che rendono lo scenario naturalistico di incomparabile bellezza. Qui, dal 1926 e per un periodo che dura fino a oggi  – anche se interrotto dal 1939 al 1946 per la II Guerra Mondiale – si danno appuntamento i golfisti più raffinati provenienti da tutto il mondo. Non solo: la prestigiosa location è stata sede di dodici Open d’Italia, il principale torneo golfistico italiano, e vi si sono disputate trentanove edizioni del Campionato Internazionale d’Italia femminile. Nel 1998 si è svolta qui la più importante manifestazione golfistica europea a livello dilettantistico, il S. Andrew’s Trophy. Il percorso delle buche fu realizzato dall’architetto inglese Peter Gannon su commissione di alcuni azionisti della società proprietaria del Grand Hotel Villa d’Este di Cernobbio.La Club House, con vista sul lago, è stata progettata invece dall’architetto italiano Giuseppe Bergomi, rispettando la sincronia con il campo. Fu proprio grazie all’apertura del Villa D’Este Country Club che, nel 1926, Montorfano cominciò a essere preso d’assalto da golfisti di ogni parte del mondo. E tutti aristocratici.

lago di montorfano

Lago di Montorfano, foto via

Se i nomi lombardi più in vista si diedero da fare sponsorizzando il progetto -potendosi poi fregiare del titolo di “socio onorario perpetuo del golf”- sono ancora più autorevoli quelli di respiro internazionale che vi sono stati ospitati come Alfonso XIII di Borbone, che vi giunse nel 1937, Leopoldo II del Belgio e la consorte, la principessa Liliane de Rethy e Edoardo VIII d’Inghilterra, altro grande appassionato di golf. Tra gli attori di Hollywood Bing Cosby, affascinato dal green di Montorfano e dall’Isola Comacina, Gregory Peck, che proprio giocando su queste buche conobbe colei che sarebbe divenuta sua moglie; più recentemente il famoso Arnold Schwarzenegger. Tutti grandi amanti di questo sport, come il calciatore Andy Schevchenko, Alessandro Del Piero e Ruud Gullit, che sono stati illustri visitatori del Circolo Golf Villa d’Este. Per non parlare degli industriali, ovviamente. Un mondo che la maggioranza delle persone può solo guardare riflessa sulla superficie del piccolo lago. La struttura è corredata da un hotel e un ristorante di classe, accessibile anche ai non golfisti. 


[maplist locationstoshow=”4586″ geoenabled=”true” openinnew=”true” simplesearch=”true” viewstyle=”maponly” locationsperpage=”3″]

Marisa Uberti è una ricercatrice indipendente, di formazione scientifica. Nata in provincia di Brescia, da tredici anni vive a Spirano, nei pressi di Bergamo. Nel 2002 ha fondato il sito culturale Due passi nel mistero, che annovera importanti collaborazioni e per il quale ha prodotto innumerevoli studi e reportage derivanti soprattutto dai suoi frequenti viaggi in Italia e in Europa. È membro dell'Associazione Ligure per lo Sviluppo degli Studi Archeoastronomici (A.L.S.S.A.) e del Gruppo di Ricerca Storica diretto dal prof. don G. Donni di Rovato (BS). Dal 2013 è curatrice del Centro Studi Triplice Cinta e ha all'attivo tre pubblicazioni saggistiche.