Ad ali spiegate

Una storia di ingegno italico

Innovazione, ieri come oggi. Da novantasette anni, lo stabilimento di Moto Guzzi di Mandello del Lario, sul ramo lecchese del lago di Como, sforna dei piccoli gioielli di ingegneria meccanica.

moto-guzzi

La G.T. 500 Norge

Era il lontano 1921 quando, dall’iniziativa di due genovesi – l’armatore Emanuele Vittorio Parodi e l’aviatore Carlo Guzzi – nasceva la Società Anonima Moto Guzzi. Destinata alla fabbricazione e alla vendita di motociclette, la sede produttiva della società venne da subito impiantata a Mandello Tonzanico – attualmente conosciuto come Mandello del Lario – per evitare che le agitazioni dovute al biennio rosso andassero a colpire la neonata industria. La sede era, in realtà, niente più che il garage di Guzzi, dove però riuscì a vedere la luce addirittura il primo prototipo.

Primi passi

Non passò molto tempo dalla prima moto vera e propria: la leggendaria G.P. 500 è l’unica che reca la sigla Guzzi-Parodi, in seguito sostituita semplicemente da Moto Guzzi, per evitare fraintendimenti con le iniziali del solo Giorgio Parodi. È in questa occasione che nasce il famosissimo logo, costituito da un’aquila con le ali spiegate, tese a ricordare l’ultimo volo dell’amico Giovanni Ravelli, morto l’11 agosto del 1919 durante un volo di ricognizione.
Nell’anno della fondazione vengono costruite diciassette motociclette del modello Normale, a due valvole – invece di quattro – per contenere i costi di produzione; già in questa prima, limitata produzione, si nota quella tendenza all’innovazione che sarà poi una costante in tutta la storia della casa motociclistica. Le prime moto, infatti, presentano l’innovativa variante del cavalletto centrale e superano, senza guasti, gli 887 km della Milano-Napoli, durante l’ultima prova stagionale del Campionato Motociclistico Italiano su Strada.

 

logo

Logo della Moto Guzzi

Linee di sviluppo

Sei anni più tardi, la Società Anonima Moto Guzzi vanta una produzione centuplicata, in cui le moto sono dotate dell’innovativo telaio elastico con sospensione posteriore inventato da Giuseppe Guzzi, fratello di Carlo (fino a quel momento, infatti, la tecnologia era la stessa delle biciclette). Lo stesso Giuseppe guida il nuovo modello GT del 1927 durante un raid a Capo Nord, tanto da ribattezzarlo Norge, in onore del dirigibile omonimo. Dodici anni dopo, l’azienda è ormai lanciata nella produzione di moto militari: un esempio sono i 30.000 esemplari dell’Airone 250, ma anche l’Alce e il Trialce. Ma Moto Guzzi è entrata nella storia anche per i veicoli che hanno caratterizzato la mobilità degli italiani nel dopoguerra, come la Motoleggera 65 Guzzino (detta Cardellino) e il Galletto, o reinventato il concetto di moto sportiva alla fine degli anni Sessanta, come la V7 Sport con il motore bicilindrico a V di 90°, vero e proprio simbolo della casa motociclistica.

 

Galleria del vento

Moto Guzzi oggi

La produzione continua, tra innovazioni tecniche e contraccolpi, fino al 2004, quando l’azienda entra a far parte del gruppo Piaggio. Da quel momento in poi, si apre per Moto Guzzi una stagione all’insegna del rinnovamento: vengono presentati nuovi modelli che partono e reinterpretano gli antenati dei gloriosi primi anni, costituendosi come modello non solo per gli amanti del Gran Turismo, ma anche per quelli del custom (si pensi a Moto Guzzi Garage, attiva dal 2015).
L’intera storia della casa automobilistica è oggi ripercorribile nel Museo Moto Guzzi. Posto all’interno del rinnovato stabilimento di Mandello del Lario, il museo accoglie una ricchissima collezione di oltre centocinquanta pezzi, tra moto di serie, moto sportive, prototipi sperimentali e motori, esposti secondo un percorso temporale, a testimonianza della gloriosa storia dell’azienda.
Completa l’esposizione museale la sezione Il Suono della Passione, dove sono proiettati i filmati più interessanti della storia Moto Guzzi. Lo stabilimento possiede altresì l’unico impianto nel mondo per la prova aerodinamica dei motocicli, attivo fin dal 1950. La presenza della Galleria del Vento è utile soprattutto per scegliere la carenatura delle macchine destinate alle gare; contestualmente, il pilota sperimenta la posizione migliore a vari regimi di velocità, individuando quella giusta per la gara.

Qualche curiosità

  • L’attore Ewan McGregor, collezionista di Moto Guzzi d’epoca, durante la Giornata Mondiale Guzzi del 2007a Mandello del Lario, ha ritirato la sua California Vintage bianca, acquistata durante le riprese del film Long Way Down, girato nello stabilimento di Mandello. Successivamente, è stato anche testimonial nello spot pubblicitario della California 1400.
  • Nel 2007, Moto Guzzi vince un bando per la fornitura di trentacinque Guzzi Norge GT per la polizia di Berlino, alle quali si aggiungono venti California Vintage per il corpo speciale Corazzieri.
  • Il 2013 è l’anno che suggella la Moto Guzzi come icona del lusso. Sono di quell’anno, infatti, i riconoscimenti da parte di Robb Report, magazine americano di riferimento per il settore luxury, che la elegge a migliore custom nel Best of the Best Luxury Portfolio 2013, o da parte di Cycle World per la categoria cruiser.
  • Esistono anche due modelli dedicati al lago: la V65 Lario, prodotta dal 1984 al 1989, e la Bellagio 940, in produzione dal 2007.

 

Ewan McGregor e Charley Boorman in Long Way Down

 


Orario di apertura Museo e Bookshop:
Dal lunedì al venerdì 15.00 – 16.00.
Nel mese di luglio: apertura dalle 14:30 alle 16:30.

Il Museo resterà chiuso nelle seguenti date:
28 marzo
25 aprile
1 maggio
2 giugno
12 luglio
dal 5 agosto al 3 settembre
1 novembre
8 dicembre
dal 22 dicembre al 7 gennaio

Ingresso libero – visita guidata

 


Fonti: http://www.motoguzzi.com/it_IT/


 

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Laureata in Lettere Moderne e in Informazione, Editoria e Giornalismo, è appassionata di letteratura contemporanea, scrittura, fumetto e nuovi media. Collabora come editor per diverse case editrici romane e come articolista per testate online.