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L’oasi di Federico II

Il lago Salso e il paradiso dei volatili

L’oasi di Lago Salso era un luogo amato da Federico II di Svevia: qui l’imperatore era solito passare gli inverni e praticare la caccia col falcone. Ne parla anche nel suo trattato De arte venandi cum avibus, descrivendo ampiamente la palude e il lago Salso.

parca gargano

Oasi Lago Salso, foto via Facebook

 

Oggi la Palude di Federico II – com’è anche conosciuta – è una zona umida costiera del golfo di Manfredonia, che rientra nel Parco Nazionale del Gargano ed è gestita dal WWF.
Il lago Salso, con le sue acque dolci – che si sono dolcificate col tempo abbandonando lo stato originario di palude costiera – attrae numerose specie di uccelli, che trovano in quest’oasi un luogo sicuro e di riposo. L’acqua dolce ha fatto sì che il lago si circondasse di cannucce di palude e di tifa, mentre in questi giorni tutto si colora con la fioritura del giaggiolo acquatico o iris giallo. Grazie ai recenti progetti della Regione Puglia e della Comunità Europea, l’oasi ha una parte agricola che è stata convertita in pascolo e prati allagati: qui, a causa della leggera salinità del terreno, si possono incontrare piante tipiche di ambienti più salmastri, quali la salicornia e altre specie alofile. A far compagnia al lago Salso ci sono altre due vasche meno profonde: la Valle Alta e la Valle di Mezzo.
L’intero percorso di visita può essere fatto a piedi, ma anche in bicicletta o a cavallo, così da immergersi ancora di più nella natura più selvaggia.

 

Un “abitante” del lago, foto via Facebook

Il paradiso dei volatili

Questo luogo della Puglia orientale attrae numeri volatili. Nel corso degli anni, nell’oasi sono transitate circa 242 specie di uccelli, delle quali almeno 60 nidificanti. Le anatre, di tutte le forme e di tutti i colori, sono le vere regine. Presenti con centinaia di esemplari tra fischioni, alzavole, mestoloni, germani, codoni, canapiglie e moriglioni, in inverno affollano le vasche della valle insieme alle folaghe. Assordante è il canto dei piccoli uccelli di palude come le cannaiole, i cannareccioni, i pendolini, i forapaglie castagnoli, i simpatici basettini, rari altrove e qui presenti con la popolazione più numerosa. Inoltre, nell’area è facile scorgere anche molte specie di rapaci: dai grossi falconi come il lanario e il falco pellegrino, al falco di palude, fino al falco pescatore e alle diverse specie di albanelle. Sono visibili gli aironi europei e, da marzo ad agosto, le cicogne bianche che qui nidificano con il nucleo più importante dell’Italia centro-meridionale.

…e il rifugio degli anfibi

Se i volatili sono i veri protagonisti, soprattutto per gli amanti del birdwatching, un ruolo di richiamo lo ricoprono anche anfibi e rettili. È possibile infatti imbattersi in giro per la palude nella rana verde, nella piccola raganella – dotata di ventose sulle dita delle zampe che le permettono di arrampicarsi su alberi, canne e foglie – nel rospo smeraldino, e in diverse specie di serpenti (cervone, biacco, biscia dal collare, natrice tassellata), lucertole, ramarri e anche nella rara testuggine palustre. Insomma, un luogo da scoprire e godersi tuffandosi nella natura… a pochi passi dal mare!

 

Puglia

Gli anfibi della palude, foto via Facebook

 


 

 

 

 

Fonti: Oasi lago Salso

Laureata in Scienze della Comunicazione e giornalista pubblicista dal 2008. Ha lavorato come collaboratrice e redattrice in quotidiani e settimanali. Ora collabora con un giornale online e con un free press. È appassionata di cinema e sport.